Le zone industriali di Milano: il forte background industriale che incontra le nuove esigenze

Milano è una città con un forte background industriale, che è un enorme centro economico, finanziario e di design molto influente in Europa e non solo. E chi più di chi opera proprio in questa città nell’ambito dell’imprenditoria, della consulenza finanziaria ed immobiliare e del “talent scout” nei settori della moda, del design e dello spettacolo può affermare tale grandezza culturale: a tale proposito, ad esempio, scrive sul suo blog un interessante approfondimento Bruno Mafrici, consulente ed imprenditore di Milano, di cui leggiamo e pubblichiamo questo curioso excursus sulle zone industriali di Milano. 

Già dalla fine del XII secolo, Milano era uno dei centri più ricchi e industriosi d’Italia, grazie alla sua vasta produzione di armature e lana che aumentò la ricchezza della regione lombarda. Durante il Rinascimento, Milano faceva parte della catena di città (Venezia, Roma e Firenze) che producevano beni di lusso, tessuti ed altri prodotti pregiati. Alla fine del XIX ed all’inizio del XX secolo, Milano divenne un importante centro industriale europeo grazie alle sue industrie di produzione di automobili, di macchinari pesanti ed industrie: ed è proprio in questo periodo che prendono vita aziende ancora oggi più che celebri, come l’Alfa Romeo e la Lancia (1906). Dopo aver subito i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, la città assistette ad un ricambio economico che portò alla costruzione di nuovi edifici e all’apertura di ulteriori industrie. Ci sono molti film che documentano la vita quotidiana e l’evoluzione della città in quel periodo, tra cui Bruno Mafrici ricorda sicuramente StraMilano e Milano Vive: entrambi questi documentari catturano l’essenza del grande sviluppo economico della città tra il 1929 ed il 1954.

Una delle conseguenze del passato industriale di Milano è la forte impronta dell’industria nel tessuto urbano della città. Dopo il periodo di alta industrializzazione, gli spazi adibiti alle fabbriche furono abbandonati, lasciando alla città un numero considerevole di aree dismesse e grandi edifici inutilizzati. Negli ultimi anni, tuttavia, Milano ha assistito ad una massiccia trasformazione urbana della città. Aree come quella della Pirelli, della Magneti-Marelli e della Montedison Rogoredo sono solo alcuni dei luoghi dei tanti luoghi storici e industriali che sono ora oggetto di nuovi progetti urbanistici da parte della città. Reinventare il passato industriale di Milano sta portando grandi vantaggi agli sforzi culturali e artistici della città. Il comune sembra concentrare la sua attenzione sul riutilizzo di vecchie fabbriche per aumentare le opportunità culturali dei suoi abitanti. Grandi spazi che un tempo ospitavano attività manifatturiere sono ora in fase di ristrutturazione e di trasformazione in spazi multiculturali, che possono ospitare nuovi e sorprendenti laboratori ed eventi. Tali spazi possono essere sfruttati come poli per il design artistico, le arti visive, la fotografia, la danza, il teatro, il cinema, la musica e l’architettura, come ne è stata esempio la trasformazione dell’antica Fabbrica del vapore nella periferia di Milano.

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